Claudio D'andrea e Massimo Icolaro nella redazione dell'Agro

di Massimo Icolaro

Utilizzo la celebre frase di Enzo Tortora non per arroganza, ma per necessità. Dopo anni di silenzio editoriale “attivo”, dopo aver affidato le mie analisi a libri e piattaforme terze, sentivo il bisogno di riaprire una casa mia.

Emergi.it nasce oggi, ma le sue fondamenta sono state gettate negli anni ’90, in un periodo in cui la politica, arruffona e ingombrante, decideva di intrufolarsi prepotentemente nella mia vita lavorativa, estromettendomi con sprezzante disinvoltura. Fu allora che la mia rabbia si trasformò in inchiostro.

L’incontro con Claudio e l’avventura de L’Agro

Ricordo ancora l’incontro con Claudio D’Andrea, un uomo che il destino mi mise sulla strada: paffutello, con la barba e quella macchina fotografica sempre appesa al collo, come un prolungamento dell’anima. Fu lui a dirmi che avevo buone idee e a portarmi nella redazione di Latina Flash, sotto la guida dell’Avv. Goffredo Nardecchia.

Era una bozza di quel Citizen Journalism che poi fu in voga successivamente per alcune testate Internet.

Qualche anno dopo, da quel seme, nacque l’idea di creare un giornale che fosse specchio fedele della nostra terra: L’Agro. Come Presidente ed Editore, insieme a Claudio (che con un lavoro titanico impaginava tre testate contemporaneamente), abbiamo cercato di fare informazione quando il web era ancora una frontiera per pochi.

Purtroppo Claudio è mancato ad inizio 2025, queste poche righe gli rendano il merito che ha avuto.

Dalla carta alla Geopolitica

In questi anni non ho mai smesso di scrivere. Ho raccontato le radici del territorio ne “I bepi della Capanna”, ho denunciato i meccanismi del whistleblowing ne “La madre di tutte le corruzioni” e ho ripercorso le mie battaglie in “Remando contro”.

Oggi, in un mondo dove l’informazione è spesso un rumore bianco e confuso, Emergi vuole essere un punto di osservazione. Riprendiamo il filo interrotto della programmazione — quella che invocavo già nel 2008 criticando la gestione del lungomare di Latina — per applicarla alle grandi dinamiche della Geopolitica e dell’Economia moderna.

Siamo tornati. O forse, non ce ne siamo mai andati veramente.

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