Mentre i nostri politici si riempiono la bocca con l’ultima parola d’ordine del marketing globale — l’Intelligenza Artificiale — vendendola come la panacea che risolverà ogni inefficienza, la realtà negli uffici pubblici è un insulto quotidiano all’intelligenza, quella umana.
Abbiamo già visto i primi “capolavori”: avvocati alla stregua del mitico “Mario Rossi” di turno che perdono cause e credibilità facendosi scrivere atti zeppi di strafalcioni generati da algoritmi che non sanno distinguere una norma da un proverbio. Ma il problema non è la macchina; è l’uso che questa classe dirigente ne fa per mascherare il crollo dei servizi di base.
Oggi negli uffici comunali, negli enti di gestione come gli ATO e nelle varie partecipate, si assiste a un fenomeno magico: si lavora sempre meno, ma i costi per il cittadino aumentano sempre di più. La gestione delle scartoffie è stata delegata ai computer, i call center sono stati esternalizzati a privati e l’invio di tasse e balzelli affidato a società “apparentate” che compaiono dal nulla, vincitrici di appalti dalle dinamiche spesso oscure e indecifrabili.
E qui scatta il paradosso della politica “truffaldina”: da una parte si invocano assunzioni e il ripristino degli organici negli enti pubblici, gridando alla carenza di personale; dall’altra, si automatizza tutto. A che titolo, mi chiedo, dovrebbero ripristinare questi organici se il lavoro pesante lo fanno (o dovrebbero farlo) le macchine? La verità è che non cercano efficienza, cercano nuovi posti da lottizzare, mentre il cittadino resta intrappolato tra un risponditore automatico che non capisce nulla e un ufficio fisico dove non risponde nessuno.
Ci raccontano la favola dell’AI che ci semplificherà la vita, ma per ora l’unica cosa che si è semplificata è il modo in cui ci sfilano i soldi dalle tasche. È un sistema decontestualizzato dalla realtà, dove la propaganda parla di futuro e digitalizzazione mentre la pratica quotidiana è fatta di “raffazzonamenti” tecnologici.
Siamo davanti alla “Transizione Digitale” dei furbi: meno personale allo sportello per non dare risposte, più algoritmi per inviare sanzioni, e un esercito di nuovi burocrati pronti a sedersi su poltrone strapagate per gestire il nulla tecnologico. Una mossa geniale, per chi la fa. Per noi che paghiamo, è solo l’ennesima trappola in un Paese che cade a pezzi mentre sogna di volare con l’AI.